Non affidarti ad una Società di consulenza per l’internazionalizzazione, se vuoi emergere davvero nei mercati esteri.

Può sembrare una provocazione, ma non lo è e ti spieghiamo il perché.

Molti imprenditori e manager, soprattutto in questo periodo, desiderano promuovere i propri prodotti/servizi fuori dai confini italiani, perché spinti principalmente da 3 urgenze:

  • Minimizzare i problemi legati ad un mercato domestico sfavorevole
  • Fuggire da una competizione basata sui prezzi
  • Eliminare l’insicurezza dovuta da metodi di pagamento lunghi ed incerti

Ogni imprenditore o manager attento sa che queste 3 urgenze, se non prontamente gestite, metteranno a rischio la solidità della sua azienda e la serenità della propria vita privata.

L’errore più comune, durante il processo di internazionalizzazione.

Quando all’interno dell’Azienda si inizia a valutare una strategia di internazionalizzazione tutti hanno la percezione di avere davanti a sé un numero di opportunità commerciali infinito. Con questo entusiasmo decidono di affidarsi a delle società di consulenza per l’internazionalizzazione, con l’obiettivo di:

  • Redigere lo Studio di fattibilità
  • Programmare la partecipazione a fiere e missioni commerciali
  • Organizzare delle reti vendita
  • E così via.

Ben presto ci si rende conto che i risultati però stentano ad arrivare, anche se le linee guida strategiche sono state seguite alla lettera ed è stato investito un budget importante.

Consulenza esterno

L’unico fattore che soltanto pochi prendono in considerazione, ma che risulta invece determinante. Soprattutto nella prima fase.

Molte delle Aziende che si sono affidate a noi avevano l’obiettivo di espandere il loro mercato all’estero e, da questa lunga esperienza, ci siamo resi conto che il primo fattore determinante per la buona riuscita dell’operazione è il “Posizionamento di marca”.

Se un’azienda ha un “Posizionamento di marca” ben chiaro, determinato da dei valori precisi e da un’unicità netta e ben comunicabile, allora riuscirà a penetrare più facilmente nei nuovi mercati e ad imporsi nelle abitudini dei nuovi consumatori.

Il “Posizionamento di marca” deve essere unico per l’Azienda, ma poi dovrà trovare le sue declinazioni nei vari paesi target, in base alle loro specifiche percezioni, culture e società.

Soltanto dopo aver definito questo passaggio, l’Azienda sarà pronta per affidarsi ad una società di consulenza per l’internazionalizzazione.

consulenza internazionalizzazione pmi

Un metodo strutturato in 10 + 1 step.

Ormai da anni approcciamo alla definizione del “Posizionamento di marca” con un processo che prevede 10 + 1 step. Lo abbiamo perfezionato e modificato nel tempo e, ancora oggi, lo affiniamo man mano che le abitudini di consumo e i nuovi trends evolvono e chiaramente al progetto che andiamo a gestire.

Si può riassumere così:

  • Le “Credenze” dei tuoi consumatori
  • Il profilo psicologico dei tuoi consumatori
  • Definizione delle Buyer Personas
  • Cosa lega la tua Azienda alla Buyer Personas
  • Diagnosi del mercato online
  • Studio della comunicazione dei tuoi competitors
  • La tua nuova proposta finale (Posizionamento di Marca)
  • Come creare “empatia
  • Lo storytelling della tua azienda
  • Definizione del “Lead Magnet

In più, come ultimo step, si andrà a creare:

  • Il tuo nuovo “Sistema di Offerta” (Offerta di Back/Front-end e Scala del Valore)

In sintesi, cosa otterrai alla fine del processo?

Otterrai che la tua azienda avrà individuato la sua unicità, il valore che, agli occhi dei consumatori, la contraddistinguerà dai competitors e la renderà memorabile “Top of Mind”.

Top Of Mind: la prima marca che viene in mente al consumatore quando pensa ad una certa classe di prodotti e/o servizi. Chi ti viene in mente se dico “Bibita energetica”, oppure “Film per bambini”, oppure “Scarpe che respirano”? Ecco, questa è la potenza del posizionamento di una marca nella mente dei consumatori.

società consulenza internazionalizzazione

La nostra offerta rivolta alle aziende che hanno deciso di internazionalizzare i propri prodotti e servizi.

Il metodo si basa su un approccio in stile Coaching, dove il nostro esperto:

  • Guiderà e detterà la direzione del pensiero e della riflessione logica
  • Amplierà gli scenari possibili e stimolerà la critica
  • Faciliterà l’elaborazione delle risposte e le sintetizzerà in azioni concrete

Questo metodo ci ha dato sempre degli ottimi risultati, perché parte dalla consapevolezza che nessuno meglio dell’imprenditore o del manager conosce la propria realtà.

Il Coach è quel “punto di vista esterno” che, con le proprie competenze, riesce a focalizzare le energie verso un obiettivo concreto.

Le sessioni sono 22 di 1 ora ciascuna e vengono comodamente gestite da remoto (Skype, Google Meet o Zoom).

Il prezzo per l’intero processo è di 3.500€+Iva

Fissa un appuntamento, senza impegno, per ottenere maggiori informazioni.

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      Approfondimenti di carattere informativo

      Società di consulenza per internazionalizzazione: cos’è e come opera

      Una società di consulenza per internazionalizzazione è a tutti gli effetti una collaudata realtà imprenditoriale, costituita da professionisti che, avendo maturato una rilevante esperienza sui mercati di stampo internazionale, supportano le imprese nei Paesi in cui intendono esportare o, quanto meno, farsi conoscere in termini di visibilità del brand.
      Vista la presenza di profili variegati, in quanto a competenze, una società di consulenza per internazionalizzazione accompagna letteralmente le imprese nei nuovi mercati con strumenti efficienti in materia di assistenza legale e tributaria, strategia, marketing e comunicazione. L’impatto con i mercati esteri, infatti, deve essere il meno traumatico possibile. Prima dell’inizio di quella che è sempre una sfida avvincente, visto che approcciare i mercati dei Paesi esteri, si rivela sempre un sentiero, dove si nascondono ostacoli da affrontare, è bene che tra la società di consulenza per internazionalizzazione e l’impresa di riferimento ci sia comunità di intenti sia in relazione alla metodologia da applicare che agli obiettivi concordati in fase iniziale.

      Lo staff di una società di consulenza per l’internazionalizzazione

      Lo staff di consulenti di queste realtà specializzate nel campo dell’internazionalizzazione mette a disposizione servizi di natura amministrativi, fiscali e contabili. Siccome si va ad esplorare un nuovo mercato, è di fondamentale importanza la presenza di professionisti italiani, ma anche di tecnici del paese in cui l’azienda intende esportare: solo in questo modo, infatti, il cliente può essere seguito al meglio in ogni aspetto di tassazione locale.
      Nello staff possono esserci anche i più abili consulenti, ma senza professionisti che conoscono alla perfezione quel determinato mercato estero, centrare gli obiettivi prefissati risulta cosa impossibile.

      L’importanza dell’accredito del Ministero dello Sviluppo Economico

      Per poter erogare i servizi rientranti nella categoria “temporary export management”, è di cruciale importanza che la società di consulenza per internazionalizzazione risulti fornitrice accreditata dal Ministero dello Sviluppo Economico. In questo modo, le PMI a conduzione familiare, le start-up innovative e le multinazionali, quando richiedono i servizi di ingresso e di sviluppo sui mercati esteri, sanno che saranno supportate da un partner serio ed esperto, con cui avranno tutte le carte in regole per cogliere le innumerevoli potenzialità che i mercati, fino ad allora inesplorati o poco conosciuti, propongono.

      I compiti di una società di consulenza per internazionalizzazione

      Nel processo che deve portare le imprese clienti all’internazionalizzazione, la società di consulenza è chiamata ad individuare le migliori opportunità per fare affari sui nuovi mercati, delineando la strategia in comune acconto con i clienti, assicurando supporto a 360 gradi in ogni singolo aspetto relativo alla realizzazione del business in terra straniera.
      Alle spalle, un consolidato background a livello locale, consente alle imprese clienti di superare appieno ogni criticità e di affrontare al meglio le nuove sfide in cui si imbatteranno nel lungo percorso che porta alla crescita in ambito internazionale.

      Cosa vuol dire oggigiorno accompagnare le imprese clienti sui nuovi mercati?

      Tra le innumerevoli sfide che si presentano per una società di consulenza per internazionalizzazione spicca di sicuro l’accompagnamento del cliente nel definire le politiche di gruppo, le strategie fiscali e le soluzioni attinenti alla mobilità personale: su quest’ultimo punto, è piuttosto evidente il riferimento alla delocalizzazione, specie nel Sud-Est Asiatico, e al contenimento dei costi della manodopera. Inoltre, tocca sempre ai consulenti gestire ogni sorta di adempimento, garantendo la compliance all’interno dei mercati stranieri che vengono approcciati.

      La presenza sul territorio locale

      Nel processo di internazionalizzazione, che si tratti di conquistare un mercato straniero emergente o uno consolidato, non c’è il minimo dubbio sul fatto che la presenza della filiale esterna della società di consulenza così come quella dell’impresa risulta pressoché indispensabile. Solo in questo modo, infatti, ottenere quella tanto desiderata espansione commerciale risulta fattibile.

      L’approccio ideale di una società di consulenza per internazionalizzazione

      In linea di massima, l’approccio ideale di una società di consulenza per internazionalizzazione mira alla creazione di un piano di crescita sostenibile del retail. Affinché tutto funzioni per il verso giusto, è scelta ottimale focalizzarsi sullo sviluppo del brand aziendale e del suo posizionamento nei mercati maggiormente allettanti, sulla base di un piano a medio-lungo termine. Scavalcare la concorrenza già presente, magari da anni, in loco, ma soprattutto gli operatori locali che si presume conoscano il mercato alla perfezione, fa parte di un lavoro che dura anni. Sperare in risultati immediatamente visibili è il sogno di qualsiasi imprenditore e del management. Tuttavia, la crescita, fatte le dovute eccezioni di successo immediato, quando avviene è sempre a lungo termine. Gli ostacoli da scavalcare, quando si sviluppa un business in terra straniera, sono davvero notevoli: i costi sono alti, le procedure si rivelano più complesse del dovuto, la conoscenza del mercato locale è approssimativa e, specie per quanto riguarda le realtà imprenditoriali nostrane, il grosso dello scoglio risulta costituito dalla difficoltà nel costruire un network affidabile. Spesso, molte aziende comprendono che è giunta l’ora di rivolgersi ad una società di consulenza in materia di internazionalizzazione quando si intuisce che il prodotto di punta oppure un modello di business può dar luogo ad importanti profitti.
      Il vantaggio competitivo reale di un’eccellente società di consulenza per internazionalizzazione risiede nella perfetta conoscenza del mercato straniero che la realtà imprenditoriale cliente ha preso di mira: questo vuol dire conoscenza approfondita anche in rapporto agli usi, alle tradizioni, ai costumi, ai diversi processi decisionali degli acquirenti locali e alle diversità di natura socio-culturale, nonché economica degli acquirenti effettivi e potenziali.

      In questo modo, guardare oltre ai confini nazionali sarà più semplice.

      I risultati finali dipendono dal modo di ingresso. Diverse, pertanto, sono le alternative:

      • Joint-Venture: trattasi della classica alleanza strategica, da concludere con un affermato partner locale. Obiettivo di fondo? Garantire sostanziali miglioramenti alle prestazioni delle due realtà imprenditoriali sul mercato target. La società di consulenza per internazionalizzazione ricopre il ruolo di regista ed è chiamata a coordinare il progetto.
        2. Piano di export: forse la soluzione più ricorrente, nel momento in cui occorre penetrare in un nuovo mercato. Mediante una fitta rete di agenti, si va ad individuare i migliori distributori possibili, dopo una selezione accurata che tenga conto delle caratteristiche del prodotto e del business. L’ufficio di rappresentanza ha lo scopo di coordinare le azioni pianificate a livello di marketing e di comunicazione.
        3. Foreign Direct Investiment (FDI): l’azienda intenzionata a seguire un percorso di internazionalizzazione effettua un investimento diretto, volto a favorire i presupposti della delocalizzazione produttiva, i cui vantaggi fiscali sono davvero notevoli.

      Conclusioni

      Per concludere, tocca proprio alla società di consulenza per internazionalizzazione scegliere il metodo di ingresso maggiormente funzionale in relazione del business dell’azienda cliente.

      Consulenza per l’internazionalizzazione.

      La consulenza per l’internazionalizzazione rientra tra i servizi maggiormente richiesti sia dalle piccole start-up ancora in fase di costituzione che dalle realtà imprenditoriali più o meno affermate che hanno come denominatore comune l’intenzione di approcciare i mercati stranieri.
      A fornire questo servizio sono prevalentemente società di consulenza per l’internazionalizzazione che annoverano nel loro staff professionisti, contraddistinti da una consolidata esperienza sui mercati esteri. Oggigiorno, internazionalizzare è diventata una necessità: il mondo è divenuto oramai più piccolo già con l’avvento della globalizzazione e, per logica conseguenza, le popolazioni si dimostrano sempre più interdipendenti.
      In uno scenario come quello in oggetto, si registra un ampliamento graduale del contesto imprenditoriale: in sostanza, con un livello di competizione così agguerrito, le strategie tradizionali appaiono sempre meno efficienti. Urge un approccio differente: l’orientamento al marketing internazionale così come la focalizzazione sul commercio internazionale rappresentano le sfide principali che ci si ritrova a dover affrontare nel mondo della consulenza per l’internazionalizzazione.

      Come internazionalizzare? Meglio un approccio attivo o in alternativa uno passivo?

      Partiamo dalla focalizzazione sul commercio internazionale: in questo caso, si tende a parlare di internazionalizzazione passiva. Nel caso invece dell’orientamento al marketing internazionale, si suole parlare di internazionalizzazione attiva.

      Che differenze si riscontrano nei due seguenti approcci?

      Sostanzialmente, la realtà aziendale preferisce focalizzarsi sull’internazionalizzazione passiva nel momento in cui vi sono tutta una serie di operatori economici che considerano molto conveniente l’acquisto dei suoi prodotti di punta: i buyer, i dealer e infine i trader rientrano nella suddetta categoria. Con l’approccio passivo, la società di consulenza, che ha il compito di portare con mano le aziende nei nuovi mercati, si occupa di fare il minimo indispensabile, visto che sono i soggetti terzi che si assumono il rischio di posizionare i prodotti sul mercato. I rapporti di natura commerciale sono saltuari, perché l’impresa ha una conoscenza superficiale del mercato estero. Inoltre, mancano vere e proprie politiche di natura promozionale. Quando ci sono, occorre sottolineare, come non è l’impresa ad occuparsene, avendo un ruolo marginale. Anche l’attenzione al target di riferimento non risulta un aspetto prioritario, perché con l’approccio passivo, ci si rivolge alla massa. L’obiettivo di questa strategia, pertanto, è solo uno: fatturare. La consulenza per l’internazionalizzazione, nella casistica in oggetto, verte sulla mera coordinazione dei ruoli, visto che a livello fiscale, amministrativo, tributario, c’è poco o nulla da valutare.
      Radicalmente diverso, invece, è l’approccio attivo, dove l’impresa si orienta al marketing internazionale. Tocca alla società di consulenza per l’internazionalizzazione fare in modo che l’impresa cliente occupi una posizione consolidata sui mercati stranieri. Con un approccio attivo all’internazionalizzazione, l’impresa, con il supporto della società di consulenza che la segue, decide i prodotti da vendere, a quali clienti venderli e che tipo di canali adottare.
      Con un approccio attivo di marketing internazionale, la consulenza per l’internazionalizzazione analizza il comportamento di acquisto dei consumatori locali sul prodotto generale e sul mercato in cui l’azienda supportata opera. Se il cliente è una start-up ancora in divenire, la consulenza internazionale esamina nei dettagli la concorrenza e qual è il loro vantaggio competitivo. Sulla base dei risultati ottenuti da questo studio a tavolino, verrà affrontato come argomento prioritario l’offerta dell’impresa cliente. Questa, per avere successo sui mercati stranieri, dovrà essere unica. Più precisamente, dovrà differenziarsi da quella degli agguerriti competitor. Nella scelta del marketing mix, vale a dire caratteristiche di prodotto/servizio omesso in commercio, selezione dei canali di vendita, tipologia di prezzo, strategia di promozione e di comunicazione, risiederà l’esito della consulenza internazionale o meglio il successo o l’insuccesso della strategia.

      La sfida per le PMI

      Per le PMI, che siano a conduzione familiare o ancora start-up innovative, il vero obiettivo consiste nel richiedere una consulenza per l’internazionalizzazione, particolarmente focalizzata sui nuovi clienti e, di conseguenza, sui nuovi mercati. Non esiste solo la semplice esportazione, considerata la soluzione più pratica, specie se si tratta di esportazione di prossimità, vale a dire l’approccio a quei Paesi dove non si registrano grossi scogli per la lingua, tanto è vero che sono ambiti da tutti. Solo pianificando con estrema attenzione, a livello strategico, la scelta del Paese con le maggiori potenzialità di creare un business di successo, frutto di consolidati network con gli operatori locali (vero “tallone d’Achille” delle imprese nostrane), si pongono i crismi per avviare contatti propizi con le economie emergenti.
      Compito dei consulenti che lavorano nel campo dell’internazionalizzazione è quello di condurre con mano le PMI nei nuovi mercati, contenendo drasticamente la soglia di rischio.
      Puntando su strategie creative, dove il marketing internazionale costituisce un ruolo da indiscusso protagonista, piuttosto che sugli eventi fieristici che spesso non assicurano ritorni adeguati, la penetrazione nei mercati esteri ha maggiori possibilità di essere foriera di risultati positivi.

      Conclusioni

      Sostanzialmente, una consulenza per l’internazionalizzazione ha lo scopo primario di identificare le opportunità potenzialmente più redditizie per le imprese nostrane, desiderose di guardare oltre ai confini nazionali. Sotto certi aspetti, guidare con mano una realtà imprenditoriale nei mercati in terra straniera è un processo sfidante che non si discosta più di tanto con quello dell’apertura di una nuova azienda. All’estero, chi approccia al nuovo mercato, infatti, non è conosciuto come gli operatori locali. Solo un certosino studio della domanda locale, un’oculata valutazione delle possibilità di adattamento, una presenza stabile sul posto di consulenti che conoscono perfettamente la lingua del posto, una completa conoscenza in materia amministrativa, fiscale e tributaria, possono dare alle aziende clienti la spinta propulsiva necessaria per conseguire i loro obiettivi sui mercati esteri. Insomma, questo è ciò che si chiama consulenza per l’internazionalizzazione.

      Che cos’è internazionalizzazione PMI?

      Per internazionalizzazione PMI si intende l’adattamento dei beni e dei servizi anche al di fuori del mercato in cui l’azienda è stata progettata. Molto spesso le piccole e medie imprese vengono considerate non adatte ad operare su un piano globale, perché le dimensioni non favoriscono la crescita, al contrario invece è considerata una grande opportunità per la crescita.
      La crescita di un’azienda va valutata nel tempo e può portare a migliorare le ricerche e le analisi di mercato, le politiche sul prezzo, la distribuzione e la produzione, la promozione del brand ad alti livelli attraverso nuovi canali e la definizione accurata di obiettivi futuri. Con l’effetto della globalizzazione per guardare al futuro bisogna considerare e pensare in linea mondiale, la consulenza di internazionalizzazione PMI attraverso l’aiuto di esperti può aiutare le imprese ad attuare le giuste strategie di export.

      Come ottenere una Consulenza internazionalizzazione PMI

      Richiedere una consulenza per l’internazionalizzazione di una PMI potrebbe rivelarsi fondamentale, farsi guidare da esperti nella procedura di export può appoggiare l’integrazione dell’azienda e favorire ottime soluzioni per l’ottimizzazione e lo sviluppo dell’impresa. La prima cosa che viene impostata e si trova alla base di una buona consulenza è la strategia della comunicazione del brand attraverso la lingua, la cultura e le usanze locali dei mercati globali, non dimenticando mai l’identità e il target di riferimento dell’azienda. Alla fine di una consulenza si raggiungeranno i giusti accordi col fine di arrivare a pianificare le giuste strategie. I consulenti si occuperanno della crescita del business aziendale in diverse aree di pratica come: consulenze legali, sviluppi commerciali, marketing e finanza agevolata.
      Nel concreto in circa 6 mesi verranno effettuate molte analisi per individuare il giusto target, la redazione del business plan, un export check up aziendale e un’analisi approfondita della clientela nei paesi di riferimento. Verificare la presenza di fiere o eventi nei paesi in cui si intende fare export può aiutare ad affermare l’obiettivo di un’azienda.

      Come operare nell’internazionalizzazione PMI

      Tutti conoscono la parola globalizzazione anche se molti parlano di internazionalizzazione e della necessità di aprire i mercati esteri, ma diventare una grande azienda di export richiede tempo ed esperienza. Scegliere uno studio che possieda anni di esperienza nel campo dell’import, export sales e marketing (Strategico, Diretto, Operativo, Sociale) per aziende multinazionali e PMI italiane, potrà favorire lo sviluppo dei vostri mercati in modo efficace ed efficiente è sarà sempre al fianco della vostra azienda.
      Ogni consulente partirà dallo studio e dall’analisi delle pagine web di un’azienda. Se necessario, verrà suggerita l’adeguata modifica del sito web per presentarlo sui mercati internazionali con adeguate traduzioni linguistiche e un compito di indicizzazione e posizionamento sui principali motori di ricerca. In questo modo il sito sarà facilmente visibile e con un adeguato sistema di monitoraggio dei dati dei diversi visitatori. Inoltre, in caso di necessità, potrà essere aggiornato il Logo/Marchio per poter analizzare una strategia di internazionalizzazione per allineare la vostra immagine aziendale alla vostra Visione, Missione, Valore & Storytelling.
      Questa fase di scouting e ricerca è importante per localizzare nuovi potenziali clienti e distributori. In seguito verrà completata questa prima fase con il contratto, l’offerta, la negoziazione e la fase di chiusura dell’ordine. Ogni assistenza verrà effettuata sulla base di un servizio di consulenza su misura per soddisfare le vostre specifiche esigenze e calibrato sulle vostre possibilità di investimento. Se ne avete bisogno i consulenti vi supporteranno nella visita ai distributori e nell’assistenza per la firma dell’accordo di distribuzione/agenzia, nell’organizzazione e partecipazione alle fiere, curare la vostra presenza su Web & Social network con il relativo utilizzo di newsletter e richiami.
      Infine, dopo la vendita, si occuperanno delle fasi di spedizione e logistica attraverso una rete di spedizionieri Internazionali che assicurano il trasporto via terra, via mare e via aerea con prezzi di mercato competitivi. Non solo si occupano delle vostre merci, ma vi assistono anche nella fase preliminare della preparazione dei documenti di spedizione, mantenendo contatti stabili tra voi, i vostri distributori/clienti e i vostri e i loro spedizionieri Internazionali.

      L’internazionalizzazione di un’impresa

      L’internazionalizzazione di un’impresa è molto importante, ed è la chiave per chi vuole maggiore competitività anche su mercati esteri oltre o quello Italiano. Tutte le imprese del nostro paese ad oggi puntano ad espandersi in tutto il mondo e a far ampliare il proprio business. Un po’ di tempo fa aprirsi all’internazionalizzazione di un’impresa voleva dire mettere in atto una scelta strategica, ad oggi invece è obbligatorio per tutte le imprese mettersi in gioco nel mercato globale, per aumentare il proprio business e per essere imprese più competitive.
      Prima di iniziare questo processo è di fondamentale importanza che un’azienda si prepari a ristrutturare il piano di business affinché l’accesso ai mercati esteri siano molto più semplice, anche se è consigliabile tenere sempre in considerazioni che bisogna fronteggiare differenze culturali ma anche economiche.
      Internazionalizzazione di un’impresa in sintesi vuol dire che un impresa reagisce ai mercati esteri secondo dei criteri che sono:

      • vendere i propri prodotti e servizi anche a paesi esteri;
      • acquistare i materiali o i prodotti da fornitori esteri;
      • stabilire le proprie fabbriche di produzione all’estero;
      • stringere alleanze con partner stranieri;
      • trovare finanziamenti in altri paesi.

      Questa è considerata l’epoca della globalizzazione per eccellenza e non esistono più barriere culturali, questo favorisce le aziende di tutto il mondo perché possono fornire i loro prodotti a molte più persone, ma di conseguenza la concorrenza è molto alta ed è difficile fronteggiarsi con altre aziende. L’internazionalizzazione è un processo fondamentale, ma è anche un percorso molto lungo che porta alla crescita di un’impresa a tutti gli effetti, questo processo cambia un’azienda ma aumenta anche il suo valore. La vera difficoltà sorge quando bisogna adeguarsi alle leggi e alle trattative fiscali degli altri paesi.

      Dati statistici sull’internazionalizzazione delle imprese

      Dopo un’attenta analisi delle statistiche è stato reso noto che circa il 28% di tutte le piccole e micro imprese Italiane lavora anche con mercati esteri. Il restante 72% non è molto favorevole ad intraprendere una simile carriera, mentre in altri paesi Europei come Spagna e Germania quasi la metà, ossia il 46% delle aziende opera su mercati esteri. Mentre per quanto riguarda le medio imprese, in Italia circa il 48% è favorevole all’internazionalizzazione e cresce ogni anno sempre di più, in Spagna e in Germania le medie imprese favorevoli sono nettamente di più, rispettivamente 67% per la Spagna e 84% per la Germania.
      Tutto il percorso non è affatto semplice, ma aumenta il business di un’impresa in modo esponenziale, gli export e gli import favoriscono l’accesso completo ai mercati stranieri, nei quali la domanda è molto più alta. Quando si opera nei mercati stranieri attraverso il processo di internazionalizzazione è molto probabile che la domanda di un brand cresca anche nel paese in cui è nato, per cui questo favorirà una maggiore vendita anche nel mercato Italiano.

      Fasi per evitare di essere tagliati fuori dai paesi esteri

      Farsi strada in un mercato più ampio non è semplice, gli imprenditori Italiani sono consapevoli che per guadagnare e far accrescere la propria impresa devono operare nei mercati stranieri, soprattutto quelli emergenti che promettono un tasso di domanda molto più elevato, per operare in questo settore a questi livelli la perseveranza non deve mai mancare.
      Un percorso per sopravvivere ai mercati stranieri è composto da molti step e sono:

      • analisi di tutte le motivazioni che portano un’azienda ad aprirsi all’export;
      • pianificare in modo accurato tutti gli obiettivi stilando un piano che dovrà essere seguito passo dopo passo, ma soprattutto avvalendosi dei follows up per verificare che il piano sia attuato nel modo giusto;
      • bisogna identificare gli obiettivi nel modo giusto e attuare la policy dell’internazionalizzazione;
      • fare un check up dell’impresa delle risorse tecniche e finanziare che sono utili per favorire il processo di sviluppo sui mercati esteri;
      • individuare i metodi delle aziende della controparte;
      • analisi internazionale a seconda dei Paesi in cui si andrà ad operare, bisogna approfondire la conoscenza delle normative locali;
      • individuare il target di riferimento dei Paesi in cui si è deciso di esportare i propri prodotti;
      • studiare il marketing che mette al primo posto l’analisi di mercato in riferimento al prodotto che si vuole vendere.

      Internazionalizzazione dei servizi

      Per internazionalizzazione di un servizio si intende portare questo servizio a livello internazionale, in modo tale che anche i Paesi esteri possono usufruirlo o acquistarlo. L’internazionalizzazione riguarda quindi la vendita dei propri servizi all’estero che può avvenire dal nostro Paese se non addirittura direttamente sul posto.

      L’internazionalizzazione è di un’attività molto comune ormai ed è in costante aumento da quando c’è stato l’avvento di Internet.
      Con il web le informazioni hanno cominciato a viaggiare da una parte all’altra del mondo immediatamente. Lo stesso è possibile farlo con i servizi. Ci sono ormai prodotti e servizi che arrivano da qualsiasi parte del mondo riuscendo ad arrivare ovunque.

      Internazionalizzando i propri servizi si riesce a raggiungere quante più persone possibili, perché non ci si limita più a un territorio locale ma vengono superati perfino i confini nazionali. In questo modo si possono superare gli oceani per arrivare in altri continenti.

      L’obiettivo principale è: aumentare i propri clienti, quindi i propri introiti, rispetto a una riduzione o limitazione dei costi.
      Capita spesso che l’internazionalizzazione, ossia l’esportazione dei propri beni, sia l’unico strumento possibile per poter uscire da una crisi. Questo riguarda sia le singole imprese che le grandi istituzioni.
      Accade che un prodotto, un servizio, se non addirittura un brand abbia ormai una reputazione bassa o scarsa sul proprio territorio, ma che invece possa riscuotere un enorme successo affacciandosi a un target totalmente diverso.

      Il commercio con altri Paesi porta diversi benefici per l’azienda.

      Prima di tutto l’azienda si affaccia a realtà nuove, a persone che hanno abitudini ed esigenze diverse. Questo porta le imprese a modificare i propri servizi, a migliorarli al fine di poter soddisfare le esigenze di ogni cittadino del mondo.
      Se un’azienda riesce a commerciare con altre nazioni, significa che la sua attività sta andando bene e migliora la propria immagina e reputazione, aumentando la fiducia dei suoi clienti e potenziali clienti.

      COME INTERNAZIONALIZZARE UN SERVIZIO

      Commerciare all’estero è il sogno della maggior parte delle aziende, ma non è così semplice e immediato.

      Si tratta di una decisione che deve essere ponderata e studiata nei minimi dettagli.

      Bisogna tenere conto che, nonostante l’obiettivo finale sia aumentare i propri guadagni, per avviare l’internazionalizzazione dei propri servizi è necessario avere a disposizione un determinato budget.
      Bisogna sempre fare riferimento alle proprie risorse per basare tutte le decisioni future. Delle stime errate del proprio budget possono causare ingenti danni all’azienda, talvolta irreversibili.

      I servizi hanno quindi la necessità di essere aggiornati in base ai gusti e alle necessità del target estero di riferimento. Bisogna poi tenere conto delle spese delle spedizioni e di quelle dei viaggi all’estero. Tutto ciò ha un costo talvolta elevato ed essendo un’attività nuova, l’azienda inizialmente si troverà in fase di sperimentazione. Per questo motivo è necessario avere a disposizione delle risorse alle quali fare affidamento per qualsiasi evenienza in ogni momento.

      Lo studio del mercato dello Stato di riferimento è di vitale importanza. Esattamente come si fanno le ricerche di mercato nel proprio territorio, bisogna sapere in quali condizioni si troverà l’azienda una volta iniziata l’esportazione.
      Bisogna tenere conto ogni Paese ha le proprie leggi di mercato, dettate anche dalla cultura locale e dalle risorse di cui lo Stato dispone. Non solo il mercato, ma anche le risposte dei clienti saranno significativamente diverse. Ci saranno tendenze e abitudini diverse per le quali sarà necessario studiare delle strategie adatte prima entrare nel loro mercato.

      Oltre al fattore economico, ci dobbiamo anche informare sugli aspetti sociali e politici dello Stato in cui si andrà ad esportare.
      Le persone potrebbero essere più aperte al dialogo, alla comunicazione, oppure preferire approcci più ridotti e professionali.
      Allo stesso tempo è necessario studiare tutte le normative locali in vigori: la presenza di determinate leggi se non rispettate potrebbero causare la fine delle esportazioni in quel territorio, a volte anche definitivamente.

      È consigliabile farsi conoscere nel mercato estero di riferimento se si decide di esportare i propri servizi. Grazie al web ma in particolare ai social, questo compito risulta essere più semplice e accessibile a ogni azienda. È una prima fase di analisi e di studio, per vedere come risponde il target su cui si vuole puntare. Una volta raccolti i dati si può capire se l’internazionalizzazione dei propri servizi nell’area desiderata può portare o meno a dei guadagni.

      Prima di procedere con l’esportazione e quindi con l‘internazionalizzazione dei propri servizi, bisogna attuare una piano strategico studiato nei minimi dettagli. Un’ottima organizzazione è alla base di tutto. Bisogna studiare qualsiasi eventualità e qualsiasi problematica possa presentarsi.
      Il consulto di un esperto in materia è un’ottima decisione.